Edificio residenziale sostenibile con tecnologie passive
Edificio residenziale realizzato con criteri di sostenibilità ambientale. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA.

Nel panorama italiano degli ultimi quindici anni, la certificazione ambientale degli edifici è passata da strumento di nicchia a requisito sempre più frequente nelle operazioni di riqualificazione e nuova costruzione. I principali schemi presenti sul mercato sono di origine anglosassone o nordamericana — LEED e BREEAM — ma esistono due strumenti sviluppati in ambito nazionale che meritano uguale attenzione: il Protocollo ITACA e i Criteri Ambientali Minimi (CAM) del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Ciascuno schema risponde a logiche differenti e copre aspetti parzialmente sovrapposti. Comprendere le differenze è utile sia per chi progetta che per chi acquista o affitta un'abitazione.

LEED: Leadership in Energy and Environmental Design

Il sistema LEED, sviluppato dall'US Green Building Council (USGBC) e gestito in Italia da GBC Italia, valuta gli edifici attraverso categorie di crediti: sostenibilità del sito, efficienza idrica, energia e atmosfera, materiali e risorse, qualità dell'ambiente interno, innovazione nella progettazione.

I livelli di certificazione sono quattro: Certified (40–49 punti), Silver (50–59), Gold (60–79) e Platinum (80+). In Italia, la versione più diffusa per il residenziale è LEED for Homes, mentre per gli edifici non residenziali si applica LEED BD+C (Building Design and Construction).

La certificazione LEED richiede l'intervento di un LEED AP (Accredited Professional) e il coinvolgimento del team di progettazione fin dalle fasi iniziali. Il costo di registrazione e certificazione varia in funzione della superficie e del tipo di edificio; per un'abitazione unifamiliare può oscillare tra 2.000 e 8.000 euro in onorari diretti, ai quali si aggiungono i costi tecnici del professionista accreditato.

BREEAM: Building Research Establishment Environmental Assessment Method

BREEAM, sviluppato dal BRE britannico (Building Research Establishment), è il sistema di certificazione ambientale più diffuso in Europa per numero di edifici certificati. Valuta dieci categorie: management, salute e benessere, energia, trasporti, acqua, materiali, rifiuti, uso del territorio ed ecologia, inquinamento, innovazione.

I livelli sono: Pass, Good, Very Good, Excellent, Outstanding. Per il residenziale esiste uno schema dedicato: BREEAM New Construction — Residential. In Italia l'adozione di BREEAM è cresciuta prevalentemente nel segmento commerciale e terziario; nel residenziale privato rimane meno frequente rispetto al mercato anglosassone o nordeuropeo.

Protocollo ITACA: lo strumento nazionale

Il Protocollo ITACA (Istituto per l'innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale) è uno schema di valutazione sviluppato in Italia a partire dal metodo SBTool internazionale. È gestito dall'Istituto per l'innovazione e Trasparenza degli Appalti e adottato da numerose regioni italiane come riferimento nelle politiche di incentivazione edilizia.

Il Protocollo ITACA è strutturato in cinque aree di valutazione: qualità del sito, consumo di risorse, carichi ambientali, qualità ambientale indoor, qualità del servizio. Ogni criterio è valutato su una scala da -1 a 5, dove 0 rappresenta la pratica standard, i valori positivi indicano prestazioni migliori della norma e -1 una prestazione inferiore alla prassi.

A differenza di LEED e BREEAM, ITACA non è uno schema di certificazione a marchio commerciale ma uno strumento di valutazione pubblica; in alcune regioni (Piemonte, Veneto, Puglia, tra le altre) è stato integrato nei regolamenti edilizi comunali come requisito per l'accesso a sgravi fiscali o a edilizia convenzionata.

Criteri Ambientali Minimi (CAM): l'obbligatorietà negli appalti pubblici

I CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono definiti dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ai sensi del D.Lgs. 50/2016 (Codice degli Appalti) e del D.M. 11 ottobre 2017. La loro applicazione è obbligatoria nelle gare d'appalto pubbliche per lavori di costruzione e ristrutturazione di edifici.

I CAM per l'edilizia riguardano i requisiti dei materiali da costruzione (contenuto di riciclato, assenza di sostanze pericolose, durabilità), l'efficienza energetica dell'involucro, la gestione del cantiere e la fine vita dell'edificio. Per il committente privato, i CAM non sono vincolanti ma costituiscono un riferimento tecnico aggiornato e allineato alle direttive europee sul Green Public Procurement.

Il testo dei CAM per le costruzioni è consultabile sul sito del MASE.

Ecolabel EU per i prodotti da costruzione

Il marchio Ecolabel EU non certifica l'intero edificio ma singoli prodotti. Per i materiali da pavimentazione, la Decisione della Commissione (UE) 2017/176 ha stabilito criteri specifici per rivestimenti in legno, sughero e bambù, verificati da enti accreditati.

In Italia l'ente di riferimento per il rilascio dell'Ecolabel è l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). L'elenco dei prodotti certificati è disponibile nel catalogo europeo.

Come si confrontano i principali schemi

Un confronto sintetico evidenzia alcune differenze di impostazione:

  • LEED è orientato prevalentemente alla performance energetica e all'uso dei materiali; ha una forte componente quantitativa e una struttura a crediti ben documentata.
  • BREEAM ha una copertura più ampia delle categorie ambientali e include aspetti di mobilità, biodiversità e gestione del cantiere che LEED tratta in misura minore.
  • ITACA è l'unico strumento sviluppato in Italia e adatto alle caratteristiche del patrimonio edilizio nazionale; ha una struttura modulare che consente applicazioni parziali.
  • CAM sono strumenti normativi, non volontari: la loro applicazione negli appalti pubblici li rende lo standard di riferimento per l'edilizia pubblica italiana.

La scelta tra uno schema e l'altro dipende dal contesto: un'operazione immobiliare destinata al mercato internazionale o a investitori ESG trae vantaggio dalla riconoscibilità di LEED o BREEAM; un progetto di housing sociale o di edilizia pubblica troverà in ITACA e CAM il quadro normativo più pertinente.

Aspetti pratici per chi progetta o ristruttura

Per chi si trova a pianificare una ristrutturazione con attenzione alla sostenibilità senza ambire alla certificazione formale, i principali schemi offrono comunque strumenti di consultazione libera. I checklist di LEED e BREEAM sono disponibili nei rispettivi siti ufficiali e possono essere usati come lista di verifica informale. Il Protocollo ITACA è scaricabile gratuitamente dal sito dell'istituto.

Va considerato che la certificazione formale ha un costo — variabile tra alcune centinaia di euro per una pre-valutazione fino a decine di migliaia per una certificazione LEED Platinum su un edificio plurifamiliare — e non sempre si traduce in un incremento di valore commerciale proporzionale. In alcune aree urbane italiane, tuttavia, la classe energetica elevata e la certificazione ambientale stanno diventando elementi di differenziazione nel mercato delle locazioni.